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Il gas radon è un inquinante che si forma in modo naturale nel suolo dalla sequenza di disintegrazione dell’uranio. Il radon e altri prodotti di decadimento si associano agli aerosol dell’aria che respiriamo.

In base alle conoscenze attuali, i prodotti del decadimento del radon sono responsabili di una notevole percentuale dei casi di cancro al polmone: secondo l'Oms (Organizzazione mondiale della sanità) il gas radon è la prima causa di tumore polmonare dopo il fumo di sigaretta.

Gli ultimi studi epidemiologici dimostrano che l'esposizione al radon nelle abitazioni aumenta in modo statisticamente significativo il rischio di tumore polmonare, e che tale aumento è proporzionale al livello di esposizione: si stima che ad ogni incremento di 100 Bq/mc di concentrazione di radon corrisponde un incremento di rischio del 16% circa.

Il gas radon non è percepibile con i sensi e così le persone interessate da questo problema non sono consapevoli del pericolo che corrono: mentre gran parte della popolazione è esposta a una quantità minima di radiazioni, altre persone sono esposte a dosi quotidiane elevate.

Solo da pochi anni si è scoperto che il radon si può trovare nelle zone più diverse, in intere aree geografiche o, imprevedibilmente, solo in singoli edifici.

La scienza è concorde sulla pericolosità delle radiazioni del radon. Tuttavia per i singoli individui gli effetti restano praticamente impercettibili: la radiazione non si sente e i danni compaiono solo dopo anni o decenni.

È possibile quantificare il rischio rappresentato dal radon. Le  conoscenze sull’ubicazione, la geologia, il tipo di costruzione permettono un apprezzamento approssimativo, ma solo la verifica per mezzo di misurazioni dà la certezza.

Oggi possiamo circoscrivere e controllare il problema radon, con semplici accorgimenti nel caso di edifici di nuova costruzione e con azioni di risanamento nel caso di edifici esistenti.

In Italia i lavoratori che operano in ambienti a rischio radon sono tutelati dal Decreto legislativo 26/05/00 n. 241 che prevede l'obbligatorietà di misure e azioni di contrasto, se necessarie, per gli ambienti lavorativi interrati e seminterrati. 

Per le abitazioni private la normativa è in corso di formulazione, attualmente esistono  delle raccomandazioni dell'Istituto Superiore di Sanità.

L'arch. Andrea Fascendini è iscritto come "Consulente in materia di radon" nel registro ufficiale dell'Ufficio Federale della Sanità Pubblica Svizzera (UFSP).

E' un dovere di diligenza di tutti informare e contrastare il gas radon.

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